Fotografia naturalistica: una finestra sul creato.

« La comunicazione è la combinazione tra come si parla, cosa si mostra, dove si declina il messaggio» (Cit.)

Una classica giornata al mare. Sole, gabbiani, una distesa colorata di ombrelloni cui un mare, dagli azzurri cangianti, fa da sfondo. La luce è quella delle sei del pomeriggio: abbastanza calda da ammorbidire le ombre dei lettini ancora aperti, ove qualcuno ozia  o chiacchiera col vicino.

Improvvisamente, si alza un vento rabbioso che sposta tutta la sabbia e cancella, in un attimo, la vista pacifica di poc’anzi. Tutto assume il  medesimo colore, le persone scappano perché la corrente d’aria è troppo impetuosa per contrastarla, le palme si piegano e oggetti più leggeri svolazzano tormentati.

Sono due immagini dello stesso panorama, stessa ora e stesso punto di vista:  ma quanto sono diverse?

Cos’è la fotografia naturalistica?

La fotografia naturalistica si concentra sul paesaggio in tutte le sue declinazioni: terrestre, astronomico, subacqueo e naturalmente tutta la fauna e la flora selvatica immersa nel proprio ambiente naturale.

Si tratta di un vero esercizio di pazienza cui possono dedicarsi sia esperti documentaristi sia semplici amatori: per ottenere dei buoni risultati bisogna conoscere l’ambiente naturale, le routine degli animali oggetto della fotografia, cercando di interagire il meno possibile con l’ambiente circostante.
Sicuramente un sano modo di approcciarsi e sviluppare maggior attenzione alla natura.

Quanto è importante la fotografia naturalistica?

Molto. Secondo fotografareindigitale.com, infatti, «la fotografia naturalistica, o wildlife, è uno dei generi fotografici più amati e popolari», tanto che riviste come il National Geographic ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia.

Inoltre, nel 1994 i fotografi naturalisti di tutto il mondo hanno formato la North American Nature Photography Association (NANPA) e dal 2006 si celebra la Giornata della Fotografia Naturalistica

I 5 consigli per ottenere una buona fotografia naturalistica.

Anche un neofita Wildlife photographer può cimentarsi con la fotografia naturalistica grazie ad alcuni consigli  che proponiamo di seguito. 

Gli ambienti possono essere i più disparati dal giardino di casa in cui esercitare le proprie capacità, fino ai luoghi remoti o esotici, come i soggetti da immortalare. Pazienza, attenzione al particolare, la giusta strumentazione concorrono a cogliere la natura in tutte le sue espressioni e meraviglie.

Per tecniche, strumenti e “trucchi del mestiere”, abbiamo intervistato Andrea Crivellari, fotografo, prima cliente, ora collaboratore di Creative Lab Solution.

Andrea, come scegli il luogo/soggetto della tua foto naturalistica?

Sono diversi i motivi per scegliere un luogo rispetto a un altro. Sarà banale ma in primis è l’interesse personale verso un determinato panorama o soggetto che va assecondato. Inoltre, dipende molto dalla stagione, perché ognuna porta con sé colori, intensità luminose e suggestioni.

D’inverno, ad esempio, i paesaggi innevati sono sicuramente evocativi, soprattutto se si incontrano animali selvatici. D’estate, invece, viene più “naturale” scegliere scorci in tramonti caldi o altro esempio, parchi naturalistici.

Recentemente mi sono interessato al Delta del Po, luogo dichiarato Patrimonio dell’Unesco, in cui convivono armoniosamente ben 7 ambienti (Barena, Canali, Duna costiera, Duna fossile, Salina, Valle da pesca, Sacca di Goro)  e una biodiversità unica nel suo genere. 

Il taglio dell’inquadratura lo individui sul posto o lo definisci in post produzione?

Posto che, quando ci si approccia alla fotografia naturalistica, esistono delle vere e proprie “tecniche” per evitare gli errori più “grossolani”, (illuminazione sbagliata, sfondi disordinati, non prestare attenzione all’angolo di scatto ecc.), personalmente preferisco prendermi tutto il tempo per cercare l’inquadratura che soddisfi le caratteristiche principali di luce, composizione, messa a fuoco

In questo modo riesco a limitare l’uso della post produzione, che, comunque, mi serve per un piccolo controllo sul contrasto.

Qual è l’orario ideale per risultati “Wow”?

Dicevo che un errore è scegliere una illuminazione sbagliata come per esempio la luce tagliente del mezzogiorno o la poca illuminazione. Preferisco l’alba o il tramonto, quando le ombre sono più belle, morbide e allungate.

tuttavia anche il cielo nuvoloso è interessante perché la luce è diffusa e crea atmosfere inaspettate. 

Cosa non può mancare al Wildlife photographer?

Un buon set di lenti è assolutamente indispensabile per qualsiasi tipo di fotografia naturalistica.
Nel caso di soggetti faunistici, come ad esempio orsi, anche un buon teleobiettivo. Inoltre, alcuni animali selvatici hanno abitudini notturne: per questo, a mio parere, sono interessanti anche torce e binocoli luminosi a infrarossi.
Piccolo suggerimento: se si prevedono lunghi appostamenti, ricordarsi molte batterie di ricambio.

Ma il consiglio più spassionato è: entrare in contatto con l’ambiente circostante, con le sue luci, rumori e profumi.

Che consigli daresti a chi è alle prime armi?

L’attrezzatura fa la differenza tra uno scatto “anonimo” e uno “dall’effetto wow”. Tuttavia non occorre spendere un “capitale” per strumenti nuovi e costosi: spesso sul mercato si trovano materiali usati. 

Su siti appositi, infatti, si possono fare ottimi affari, poiché non tutti gli principianti in fotografia perseverano.
Succede quindi che pur aver investito molto in attrezzatura, dopo poco tempo si stancano delusi dei risultati e rivendono materiali quasi nuovi.
La marca non è così importante perché il livello è comunque alto. Su YouTube, ad esempio,  si trovano tutorial e recensioni sugli strumenti più appropriati a seconda del tipo di scatto cui ci si vuole approcciare.

Andrea, grazie per i tuoi consigli: attendiamo con ansia di vedere i tuoi prossimi lavori.